Il bacio omosessuale? Se non gradito è violenza.

The case
Quando il bacio omosessuale può essere considerato atto di violenza?
L’imputata ricorreva in Cassazione impugnando la sentenza con cui la Corte di Appello di Milano l’aveva condannata per aver costretto, con un’azione rapida tale da limitarne il sottrarsi, il Caporal Maggiore XY a subire atti sessuali. Era entrata, infatti, nella camera in uso della vittima che era chinata in avanti per preparare un borsone, l’aveva stretta con forza e baciata sul collo. Non poteva certo ritenersi un caloroso bacio di saluto nei confronti della vittima che partiva: l’imputata ben sapeva, infatti, di non esserle gradita né affettivamente, né sessualmente come dimostravano i numerosi sms che le aveva precedentemente inviato in maniera ossessiva e morbosa.
La Cassazione, in linea con l’orientamento costante in fatto di bacio non gradito (https://www.sessuologiagiuridica.it/2018/09/21/il-bacio-rubato-seduzione-o-violenza/ ) ha ribadito la natura sessuale dell’atto e precisato che, sebbene di minore gravità rispetto allo stupro, si tratta di un atto grave da non poter essere ricondotto nelle offese di particolare tenuità cui può applicarsi la non punibilità (Corte di Cassazione sez. III Penale, sentenza 18 ottobre 2018 – 20 marzo 2019, n. 12250). Che è come dire, non è grave come lo stupro, ma non è certo un fatto così lieve da giustificare la non applicazione della pena: è pur sempre un atto violenza sessuale.


The according to te lawyer sexologist

Se vuoi sapere che gusto ha l’universo, baciala sul collo
dice Fabrizio Caramagna. Ma, sia ben chiaro, lei dev’essere d’accordo.
Ancora una sentenza sulla natura sessuale del bacio: che risponda ad un istinto/pulsione sessuale e non a un atto di semplice affetto o saluto, è ben chiaro a chi (tenta di) bacia(re) qualcuno. Inutile tentare di giocare, per discolparsi, su un confine che sembra labile, ma che labile non è: la verifica “penetrante” e “rigorosa” che compiono i giudici sul racconto, sui comportamenti anche precedenti, sull’attendibilità delle parti e dei testimoni difficilmente possono lasciar dubbi sulla natura del bacio incriminato. E nemmeno potrebbero servire pseudo-giustificazioni di vario tipo, quando si tratti, come nel caso che ci occupa, di baci lesbo o gay, oggi che, almeno per la Cassazione, sono stati riconosciuti stessi diritti (e, quindi, doveri) agli omosessuali.
Certo, può essere di forte impatto pensare che si possa venire condannati per violenza sessuale solo perché si vuol baciare, ma sulla violenza, sull’intenzione di ridurre o eliminare la capacità di autodeterminazione della persona in un ambito così intimo e delicato, o si è chiari e netti, rispettosi e determinati oppure i #metoo, l’educazione sessuale, le parole (e i paroloni) per prevenire ogni forma di abuso sono semplicemente un modo di fare scoop e non un impegno serio.
E vale per tutti.

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